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Laboratori sull’espressività corporea

Ciò che appartiene naturalmente al corpo è il movimento e la voce. Il corpo nell’espressione non verbale rivela stati d’animo indicibili che nella narrazione spontanea di sé rappresentano un potente veicolo di consapevolezza favorito dalla musica e dalla creatività nelle modalità affini alla danza. Attingendo agli strumenti del teatro, la comunicazione sensoriale, corporea, emozionale, verbale, nel mettersi in gioco quando si è immersi nel non conosciuto delle “situazioni sceniche” stimola l’aggancio a modalità inesplorate. La stessa voce si rivolge all’altro che è il nostro corpo attraversato dalla nostra storia da cui la voce proviene. Così la voce parla di noi a noi e di noi all’altro. Vissuti preziosi da sviluppare nell’esperienza in merito alle nostre consapevolezze, capacità di cambiamento, relazioni.

Silvia Pichi insieme ad alcuni studenti durante un laboratorio alla Casa dei Tre Oci, Venezia

La voce proviene dal nostro corpo e come il corpo non mente in quanto veicolo di senso, di piacere, di dolore, di emozione. Ciascun essere umano impara a parlare secondo quello che ha udito. Il bisogno della voce abita l’inconscio. E’ la vibrazione della voce a raccontare la piega di una storia o una sfuggevole memoria. E’ ritmo, timbro, suono, intonazione. Quando si affilia alla parola  essa diviene linguaggio per la comunicazione sociale, suono per manifestare il corpo, canto per l’incontro tra conscio e inconscio.

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